Progetto STROKE Cremona

In Italia l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il 10%-12% di tutti i decessi per anno, e rappresenta la principale causa d’invalidità.
L’incidenza dell’ictus aumenta progressivamente con l’età raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacinquenni. Il 75% degli ictus si riscontra in soggetti di oltre 65 anni.
L’ictus ischemico rappresenta la forma più frequente di ictus (80% circa), mentre le emorragie intraparenchimali riguardano il 15%-20% e le emorragie subaracnoidee circa il 3%.
Il “Progetto Stroke Cremona” è stato elaborato nel 2007 con l’obiettivo di migliorare e allargare l’offerta di cura ai pazienti colpiti da ictus cerebrale ed, in particolare, a quelli colpiti da ictus ischemico.

Questi pazienti, se individuati precocemente rispetto all’esordio dei sintomi, potrebbero potenzialmente (se non sussistono controindicazioni) beneficiare di un innovativo trattamento attraverso l’utilizzo di un farmaco trombolitico (che “dissolve”, cioè, il trombo che può essere la causa dell’ictus ischemico), con possibili straordinari risultati in termini di sopravvivenza, nonché di riduzione o scomparsa dei postumi invalidanti, tipici delle persone colpite da ictus.
Tale trattamento può essere effettuato solo presso reparti specializzati, chiamati “Stroke Unit”, nati con l’intento di trattare precocemente e nel miglior modo possibile i pazienti colpiti da questa patologia.
Questo trattamento per essere efficace, però, deve essere effettuato il prima possibile dal momento della comparsa dei sintomi, essendo i risultati tempo dipendenti: dopo un certo periodo di tempo il paziente non potrà più beneficiare di tale opportunità, benché il ricovero nella Stroke Unit possa comunque ridurre una eventuale invalidità.
Il Progetto, che ha preso l’avvio nel luglio 2007, aveva, quindi, quattro obiettivi fondamentali che sono stati raggiunti:

- individuare precocemente sul territorio i pazienti colpiti da ictus attraverso una migliore sensibilizzazione degli operatori sanitari coinvolti nel percorso di cura extra ed intraospedaliero del paziente, a cui affiancare una efficace campagna di informazione per la popolazione;

- “centralizzare” il paziente nel luogo di cura più idoneo alle esigenze di trattamento della sua patologia e non necessariamente al Pronto Soccorso dell’Ospedale più vicino a dove è stato soccorso il paziente: il trasferimento in un Ospedale privo di Stroke Unit poteva facilmente pregiudicare la più adeguata possibilità di cura;

- ridurre i tempi di intervento attraverso una migliore integrazione tra i Servizi extra ed intra ospedalieri. Un aspetto rilevante e peculiare del Progetto è rappresentato dalla stretta collaborazione tra il Servizio 118 e la Stroke Unit che prevede la possibilità di immediato confronto clinico telefonico sulle condizioni del paziente tra il medico dell’automedica e il neurologo dell’ ospedale, il quale predispone il ricovero preallertando i Servizi di Pronto Soccorso, di Radiodiagnostica e di Laboratorio;

- trasportare in modo protetto il paziente, da subito monitorato e assistito dal medico dell’automedica che, oltre al rilievo immediato dei parametri vitali, può misurare la glicemia, eseguire un elettrocardiogramma completo con eventuale consulto telefonico con il cardiologo al quale è stato teletrasmesso il tracciato ECG stesso, nonché trattare immediatamente con farmaci o strumenti le complicanze che dovessero presentarsi.

Per quanto riguarda i risultati possiamo affermare con certezza che alcuni pazienti non avrebbero ricevuto, senza questo Progetto, il miglior trattamento possibile ad oggi disponibile, quale è la possibilità di riperfusione farmacologica attraverso il farmaco trombolitico che può essere somministrato solo nella Stroke Unit.

Grazie a questo Progetto un numero sempre maggiore di pazienti potrà beneficiarne in futuro.