Roma 15 Giugno

“Dalla recente presentazione del  Rapporto GIMBE emerge un quadro preoccupante a riguardo del finanziamento del sistema sanitario pubblico” così in una dichiarazione Fabiola Fini, Presidente della  Federazione italiana di medicina di emergenza urgenza e delle catastrofi (Fimeuc).

“Il SSN è stato sottoposto  in questi anni ad una riduzione costante delle risorse rispetto al rapporto con il PIL, per questo oggi  bisogna invertire la tendenza ed è  necessario che al Servizio Sanitario Nazionale del nostro Paese venga destinato un finanziamento che sia pari a quelli di altri paesi europei, garantendo, in modo omogeneo l’erogazione LEA, per tutti i cittadini italiani” continua Fini.

“La medicina di emergenza urgenza, in questo contesto, ha bisogno  di misure legislativa a  sostegno e di risorse certe. Non sono più accettabili  condizioni di precarietà per  medici del 118; accordi  regionali in alcune regioni che mortificano le professionalità nell’ambito della medicina  di urgenza ed emergenza”.

“Occorre necessariamente che si vari una riforma strutturale che definisca la figura del medico unico di emergenza, concretizzando un’effettiva integrazione territorio-ospedale per tutelate meglio la salute dei cittadini e rispondere al grido di allarme del Rapporto GIMBE” conclude la Presidente della  Federazione italiana di medicina di emergenza urgenza e delle catastrofi

 


Allegato  ( 20190619091922_Comunicato Stamp1.pdf )

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