Era già in pista da questo autunno. Ora la revisione dei codici colore nei pronti soccorso prende forma nel documento sul Triage recepito in conferenza stato regioni insieme a un documento sull'osservazione breve intensiva e a uno sugli accorgimenti anti-sovraffollamento. Non vedremo più il rosso per l'emergenza, il giallo per l'urgenza breve, il verde per le urgenze differibili e il bianco per le non urgenze: al loro posto cinque numeri, 1 per l'emergenza cui dare risposta immediata, 2 per le urgenze brevi da evadere in 15 minuti medi, 3 per le urgenze differibili (60 minuti per dare risposta), 4 per le urgenze minori da evadere in 2 ore, 5 per gli altri casi meno gravi (4 ore di attesa). Per le ultime tre fasi sarà possibile la rivalutazione a giudizio dell'infermiere di triage (che deve avere un apposito corso alle spalle, 16 ore) o a richiesta del paziente o alla scadenza del tempo d'attesa. In ogni caso in Ps non si potrà aspettare più di 8 ore. Dopodiché il paziente andrà dimesso, ricoverato, trasferito ad altro ospedale più appropriato, oppure ammesso nell'osservazione breve intensiva OBI, che a sua volta dopo massimo di 32 ore prevede dimissione o ricovero. Il documento sul triage detta i requisiti strutturali e di personale in queste unità attive H24. Basilare la presenza del medico ma un infermiere in linea nel Ps semplice, 2 più uno di supporto nei dipartimenti DEA di 1° e 2° livello, in questi ultimi anche una quarta unità per la rivalutazione. Sono previste misure per gestire il rischio clinico, evidenziare maltrattamenti su minori, donne, anziani, per disturbi del comportamento di adulti e bambini. Un sotto-allegato sul Ps ostetrico prevede percorsi specifici. Si contempla il fast track infermieristico - l'infermiere può inviare il paziente allo specialista otorino, oculista, odontoiatra, ginecologo, dermatologo per visite ambulatoriali dirette -e il see and treat per un primo soccorso ai pazienti meno gravi. Le linee guida di OBI -richieste dopo il DM 70 sugli standard ospedalieri -riguardano ricoveri temporanei in osservazione clinica, terapie a breve termine per patologie medio-complesse, approfondimento diagnostico pre-ricovero o dimissione e cercano un'uniformità tra le diverse interpretazioni delle regioni. Si prevede una postazione ogni 5 mila accessi in Ps, una ogni 4 mila accessi pediatrici, un infermiere quando si viaggia sopra le 5 postazioni, due oltre le 9. La decisione di ammettere il paziente in OBI va presa dal medico di Ps sentiti gli specialisti d'unità operativa interessati. Il rimborso può avvenire a forfait assistenziale, o a forfait di pacchetto di prestazioni per patologia. E' fornito un primo elenco di patologie dove l'OBI può essere indicata. Infine, la gestione del sovraffollamento in Ps, una questione legata ad eccesso di domanda, rallentamenti nella gestione interna dei pazienti, difficoltà a dimettere. Si individuano due figure necessitanti di formazione ad hoc, l'emergency manager per facilitare i ricoveri in emergenza, e il bed manager per la corretta gestione dei letti. Nel documento non è specificato se si tratti di medici o infermieri. «Molti aspetti di questo e degli altri due documenti sono parti di un percorso da costruire ma si tratta in ogni caso di un triplice passo importante, al quale abbiamo contribuito con la past president Cinzia Barletta», dice Fabiola Fini presidente di Fimeuc, Federazione che raggruppa le associazioni di medici e operatori di emergenza urgenza. «Un plauso va al Ministro della Salute e al Direttore Generale Agenas Nicola Bevere per aver sbloccato i tre testi. Ora servono risorse di personale e strutturali: giusto aver fissato un tempo massimo in Osservazione breve di 32 ore, ma senza letti o personale come si fa a rispettarlo? Come Fimeuc suggeriamo un prossimo tavolo per affrontare alcune problematiche dell'Obi e per fornire il nostro contributo sui testi approvati». «Sui nuovi protocolli numerici per il triage sottolineo come sia vantaggioso per tutti aver distinto sull'ex codice verde i casi più complessi che presentano maggiori rischi (nuovo codice 3) dai "minori" (nuovo codice 4). Quanto al documento anti-sovraffollamento -continua Fini che è anche vicesegretario del sindacato Smi- emerge la necessità di organizzarsi in modo da evitare tempi morti; oggi il paziente valuta soggettivamente il fatto di non essere preso in carico, non pesa il concetto di priorità assegnata a un malato più grave. Servono formazione del personale, segnaletica, front office, educazione sanitaria. Ancora una volta risorse». Ma anche avessimo dei pronti soccorsi che rispettano i tempi, se le attese sul territorio restano lunghissime non si riverseranno tutti a maggior ragione negli ospedali? «Sono ottimista, una volta che applicassimo le linee guida e gestite al meglio le urgenze avremmo una visione più chiara dei servizi utili ai pazienti anziani, scompensati sul territorio, e ciò ci aiuterebbe a costruire percorsi extra-ospedalieri, e inaugurare una collaborazione ospedale-territorio reale»

 

Fonte: Doctor33

Condividi: