L’aumento del numero delle borse di studio in Medicina di Emergenza Urgenza, sempre auspicato da FIMEUC, purtroppo si è accompagnato al fenomeno della mancata assegnazione di oltre 450 borse di studio: i giovani medici evidentemente preferiscono specialità “ di elezione” che permettono maggiori soddisfazioni in termini di carriera e riconoscimento economico ma anche minori rischi professionali  e personali. E’ purtroppo ben noto che le aggressioni nei confronti dei sanitari si verificano sempre più frequentemente nei Pronto Soccorso e nei servizi 118 ed anche che agli attestati di stima per gli “eroi” della pandemia a volte sono seguite decurtazioni, piuttosto che ricompense economiche.  Occorre anche ricordare inoltre che i contenziosi medici legali per presunta mal-practice, ancora frequenti nonostante gli interventi normativi, vedono l’attività di Pronto soccorso e 118 tra le prime ad essere coinvolte.

La FIMEUC  da anni ribadisce la impellente necessità  di opportuni riconoscimenti giuridici, normativi, economici, con adeguate possibilità di carriera, accompagnate da uno strategico miglioramento dell’organizzazione dei servizi sanitari del soccorso. Altrimenti sarà inevitabile il progressivo abbandono del personale medico ed infermieristico che ancora opera nei servizi di emergenza; all’abbandono si assocerà anche il mancato ricambio di personale che  andrà in quiescenza, in parte dovuto all’insufficiente numero di borse di studio previsto in passato ed ora anche dal fenomeno della mancata “scelta” da parte dei giovani laureati.

Si sta realizzando quello che purtroppo FIMEUC prevedeva:  che il sistema  dei Pronto Soccorso e del Sistema di Emergenza Sanitaria pre-ospedaliero  diventi  insufficiente, non solo negli eventi  eccezionali, catastrofici o pandemici come quello che si è verificato negli ultimi mesi, ma anche nelle attività di soccorso quotidiane per tutte le patologie acute o croniche. In tutte le regioni, alcune in misura particolarmente critica, la demedicalizzazione dei servizi di emergenza territoriale e le difficoltà del sistema ospedaliero sono diventate drammatiche: pazienti che sostano giorni nelle sale di emergenza, insufficienti barelle con utilizzo di quelle delle ambulanze, impossibilità di trattare adeguatamente le patologie tempo-dipendenti.

FIMEUC auspica che finalmente siano rispettati  gli standard strutturali e di personale del settore dell’emergenza.  A tale riguardo fa riferimento agli Standard FIMEUC pubblicati nel 2012 ma non sempre realizzati in tutte le realtà locali.

FIMEUC chiede inoltre di intervenire sul quadro normativo per risolvere le criticità poste dal mutare dei bisogni e dal sovrapporsi di interventi legislativi non sempre coerenti tra di loro, al solo scopo di aumentare l’affidabilità, l’efficacia e l’efficienza del Sistema dell’emergenza-urgenza. A tale proposito FIMEUC ha presentato al Ministero della Salute  una proposta di legge finalizzata al Riordino del Sistema di Emergenza Urgenza:  NUOVO SISTEMA INTEGRATO (Ospedale -Territorio).

FIMEUC ritiene ormai non più procrastinabile un ulteriore intervento normativo e contrattuale finalizzato al riconoscimento di specifiche indennità professionali, con possibilità di progressione di carriera ed agevolazioni anche ai fini pensionistici che rendano più attraente la carriera degli operatori del Sistema Integrato di Emergenza Urgenza.

FIMEUC infine propone che le borse non assegnate siano rese disponibili per i medici convenzionati che operano nei sistemi di emergenza che, come coloro che hanno prestato la loro preziosa attività per oltre 5 anni, a domanda, devono transitare nella Dirigenza Medica: l’obiettivo è che finalmente si  realizzi compiutamente la figura del medico del Sistema Integrato di Emergenza Urgenza, specialista in Emergenza-Urgenza, che con le sue competenze sempre più ampie e specifiche, in linea con le moderne acquisizioni scientifiche, è il  protagonista principale di tutto il processo clinico terapeutico nel paziente critico.

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